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Il carattere di Tavernelli per la volata finale

Unieuro, prendiamoci i playoff diretti

Il carattere di Tavernelli per la volata finale

Nelle difficoltà assortite incontrate finora, una delle colonne portanti della Pallacanestro 2.015 è indubbiamente Riccardo Tavernelli. Il playmaker classe ’91 ha trovato grande continuità e non fa mai mancare il proprio contributo in termini di leadership ed esperienza. Tutto ciò che servirà all’Unieuro anche nel rush finale.

Tavernelli, Forlì sembra esaltarsi nei big match, però soffre ancora qualche complicazione in più nei match più abbordabili.

«È vero, abbiamo lasciato qualche punto di troppo per strada. Nei big match l’adrenalina è più elevata, quindi è normale che ci sia un pizzico di esaltazione in più. Ma questo non vuol dire che sottovalutiamo squadre che stanno sotto di noi in classifica. Quest’anno il campionato non ha partite semplici e può sempre succedere di tutto. A maggior ragione giocando ogni tre giorni, le energie fisiche e mentali variano di continuo».

A livello tattico e di alchimia, la squadra può aver risentito del passaggio da Harper a Dawson e viceversa?

«Probabilmente a gennaio è cambiato qualche equilibrio. C’è da dire che è comunque stato un mese con partite molto difficili, dopo aver perso all’ultimo con Rieti una partita che ci avrebbe dato anche la possibilità di andare in Coppa Italia. Poi abbiamo affrontato Cividale e Verona di fila col nuovo assetto. Questo ci ha un po’ ‘toccato’ e abbiamo infilato altre due sconfitte, ma non deve essere scusa».

Fine di regular season ormai dietro l’angolo: quale traguardo di classifica pensa possa concretizzarsi per Forlì?

«Tutto dipenderà dalle ultime giornate, in cui ci saranno numerosi scontri diretti. Non dovremo sbagliare le sfide contro le squadre che ci seguono in classifica, per poi cercare di vincere i big match che avremo in casa. In questo modo dovremmo riuscire ad entrare ai playoff senza passare dal play-in. Ritengo sia un obiettivo realizzabile».

A Vigevano ha inchiostrato una ‘doppia doppia’ da 11 punti e altrettanti rimbalzi. Non capita tutti i giorni ad un playmaker…

«Sì, è un traguardo insolito, però tendenzialmente vado spesso a rimbalzo. Poi se i nostri lunghi fanno un buon lavoro sotto le plance, come successo in Lombardia, per noi esterni si libera più spazio e ci troviamo avvantaggiati sotto questo punto di vista».

Ormai da settimane lei è l'ago della bilancia dell'Unieuro. Come giudica finora la sua stagione?

«Sono stato un po’ altalenante, come del resto tutta la squadra. Ero reduce da un anno di sostanziale inattività, quindi dovevo riprendere ritmo e prepararmi a giocare tanti minuti. Poi la mancanza di un assetto stabile in squadra non mi ha facilitato. Con l’arrivo di Perkovic, però, ci siamo sistemati e anche per me è stato facile ‘inquadrare’ un po’ il tutto ed entrare a regime».

Foto Fabio Casadei


Simone Casadei

martedì 18 marzo 2025

ARGOMENTI:     basket sport unieuro