Tre domande a Enea Flacco
Enea Flacco, 29 anni, è appassionato di regia, videomaking e video editing. Cresciuto a Faenza, ha costruito la sua carriera nel mondo audiovisivo, trasformando ogni ripresa in un racconto emozionante. È presidente di Henosis APS, un’associazione culturale che promuove idee e progetti sociali tra Faenza e Forlì. Inoltre, è vicepresidente di Fronte Comune e ha collaborato con numerose altre realtà locali, portando avanti iniziative per stimolare la partecipazione e il cambiamento nel territorio. Con una forte visione creativa e un impegno costante nella comunità, Enea continua a intrecciare arte, impegno sociale e narrazione.
Come è nata Henosis Aps e qual è stata l’ispirazione dietro alla sua creazione?
Henosis APS è un’associazione dedicata all’accessibilità nel mondo dell’arte audiovisiva, con un focus sulla produzione di contenuti video, fotografici e audio. Il suo obiettivo è quello di offrire opportunità e supporto a neofiti, curiosi e professionisti, creando un ambiente inclusivo in cui chiunque possa esplorare e sviluppare le proprie capacità creative. L’associazione nasce parallelamente alla pre-produzione del cortometraggio Il Valore del Principiante. Durante un confronto con Luca Bombonati, sono emerse criticità legate all’esperienza professionale di Enea e a quella scolastica di Luca nel settore cinematografico. Da queste riflessioni, condivise con Martina Ghirelli, è nata l'importanza di una struttura solida per uno sviluppo creativo sano e stimolante. Henosis APS si propone dunque come un punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi o consolidare il proprio percorso nell’ambito audiovisivo, dimostrando come una comunità coesa e appassionata possa fare la differenza nel processo creativo.
Come vedi il futuro dell'arte audiovisiva e cosa serve per renderla più accessibile?
Il settore audiovisivo ha urgente bisogno di un cambiamento. Oggi il freelancing domina la scena, costringendo molti videomaker a investire somme ingenti in attrezzatura e formazione, solo per poi doversi scontrare con una concorrenza al ribasso o reinventarsi in ruoli diversi, come il social media manager. È necessario creare strutture, offrire garanzie e regolamentare un mercato che spesso sottovaluta il valore della professionalità. L’idea diffusa che foto e video possano essere realizzati con uno smartphone porta a ignorare l'importanza dell’esperienza e della competenza. Ma, come in ogni settore, lo strumento conta solo per il 30% della qualità finale: il resto è nelle mani del professionista.
Quanto è importante per te lo storytelling nei tuoi progetti e come lo integri nel tuo metodo di lavoro?
Ritengo che lo storytelling sia l’elemento chiave di qualsiasi prodotto video e possa essere integrato in modi diversi, a seconda del progetto. Un primo piano, ad esempio, cattura le emozioni di una persona, mentre un’inquadratura a figura intera racconta il contesto in cui si trova. In alcuni lavori, la narrazione si sviluppa attraverso una sceneggiatura strutturata, in altri è la musica a guidare il racconto. Ogni aspetto contribuisce allo storytelling, incluso il montaggio: una tecnica più semplice può rafforzare l’essenza della storia, così come un montaggio più elaborato può amplificarne l’impatto emotivo e visivo.
Emanuele Bandini
venerdì 21 febbraio 2025