'Lauda e Ferrari" a Forlimpopoli: Luca Dal Monte
Una serata tra ricordi e passione per la rossa
Mezzo secolo. Una vita fa, se si pensa a come corre veloce il tempo. Amava la velocità anche Niki Lauda. L'austriaco visto con diffidenza riportò dopo un digiuno di 11 anni il campionato Piloti di Formula Uno a Maranello, facendo avvicinare tanti giovani al mondo delle corse. Era il 1975. L'anno della 312T, gioiellino firmato Mauro Forghieri. Niki oggi avrebbe 76 anni, fresco di compleanno (22 febbraio). E invece ci ha lasciato il 20 maggio del 2019.
Ancora oggi viene visto come uno dei piloti più amati tra i tifosi ferraristi. Per la sua schiettezza e sincerità. Chi l'ha conosciuto e vissuto è Luca Dal Monte, scrittore affermato nel mondo dell’automobilismo e penna di Ferrari Rex, la monumentale biografia di Enzo Ferrari che ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport e che è stato finalista del Motoring Book of the Year Award del Royal Automobile Club inglese.
Dal Monte ha scelto di ricordare il due volte campione del mondo con il Cavallino Rampante con 'Lauda e Ferrari, campioni del mondo, edito da Giunti e Nada Editore. Un'opera di 311 pagine nella quale lo scrittore racconta l'anno magico del pilota austriaco, il 1975, quello del primo titolo a Maranello, caratterizzato dall'amicizia con Luca Cordero di Montezemolo, all'epoca direttore sportivo della Rossa, ma anche del duello con il compagno di squadra Clay Regazzoni. Il libro è stato presentato in un'anteprima nazionale al Teatro Verdi di Forlimpopoli in una serata organizzata dal Ferrari Club di Forlimpopoli con la partecipazione dei club di Forlì e Lugo. “Un libro focalizzato sull’origine del mito Lauda, un tuffo nel passato in una grande storia di sport e di uomini”, la fotografia del presidente del Ferrari Club di Forlimpopoli, Filippo Ambrosini.
“Sono 25 anni che scrivo libri e posso dire che questo l'ho scritto per me stesso, per tutti quelli della mia generazione che sono cresciuti in un periodo epocale per la Ferrari, ma anche per i ragazzi di oggi per far conoscere loro quei piloti coraggiosi e velocissimi – è la premessa di Dal Monte -. In questa opera, in particolare, ho voluto seguire Lauda mentre stava diventando qualcuno”.
“Quella del 1975 è stata la prima stagione di Formula Uno che ho seguito interamente - ha proseguito nel racconto -. Ero un ragazzino e Montezemolo era un esempio da seguire, perchè era l'immagine di un giovane 27enne che non solo lavorava alla Ferrari, ma la faceva vincere. Era l'anno della 312T, l'auto più bella che sia stata realizzata, con quel periscopio bianco e il tricolore e il cambio traversarle. E la Ferrari aveva una delle coppie di piloti più forte di tutti i tempi, con Regazzoni tutt'altro che finito nonostante fosse avanti con l'età”.
Il 1975, ha spiegato Dal Monte, “è stato un anno interessantissimo. Ho riletto le interviste che feci a Mauro (Forghieri, ndr) e ad altri protagonisti, rileggendo le cronache di quel periodo su quotidiani e riviste. Analizzandola con attenzione può sembrare che quella stagione sia stata dominata da Lauda, ma è vero solo a posteriori. In realtà fu un anno con tanti vincitori e almeno sei contendenti al titolo. Niki è stato bravissimo a sfruttare l'auto quando performava, ma la cosa ancora più interessante è che vinse tra lo scetticismo generale, pur venendo considerato un buon pilota. Il bello è che a lui non gliene fregava niente, facendosi scivolare addosso qualsiasi cosa”.
La carriera di Lauda è stata successivamente caratterizzata dal drammatico incidente al Nurburgring nel 1976, che di fatto ha cambiato il modo dell'opinione pubblica di vedere il campione austriaco. “Era convinto che la percezione nei suo confronti fosse cambiata con quell'incidente, venendo visto da una parte come vittima e dall'altra come eroe”. Dopo il burrascoso divorzio del 1977, dopo aver vinto il secondo titolo, Lauda sarebbe potuto tornare in rosso nel 1984. Ma Enzo Ferrari disse di no. L'austriaco vinse il suo terzo e ultimo titolo con la McLaren. Ma l'amore per la rossa rimase per sempre.
Foto di FAbio Casadei.
Giovanni Petrillo
venerdì 28 febbraio 2025