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Ecco a voi Lando Norris

Ecco a voi Lando Norris

Signore e signori, ladies and gentlemen, madame et monsieur, meine damen und herren, ecco a voi Lando Norris. Chi? Lando.

“Quello che non sa vincere” a dispetto della miglior macchina in griglia. Già.

Le frasi fatte, i luoghi comuni e tutto il resto. C’era un bel battezzare la scorsa stagione il buon Norris come un campione ma non un campionissimo. Uno di quelli che sì, può vincerti un Gran Premio ma il Mondiale non è affare per lui, dimenticandosi completamente come di piloti in lotta per il titolo lo stesso anno in cui abbiano vinto il loro primo Gran Premio ce ne siano stati meno di una ventina e ci siano riusciti solo in cinque, (Farina compreso nel ’50) in settantacinque anni di storia della Formula 1. A dimostrare come i risultati ottenuti da Lando nella scorsa stagione non fossero affatto né scontati e tantomeno banali.

Insomma, che Lando fosse incapace di vincere sotto pressione era un teorema tutto da dimostrare, abbagliati dal bibitaro rullo compressore di Verstappen (vedi Brasile ‘24). Eppure. Eppure il voster semper voster, nell’aria annusava altro. In silenzio. Resettare e imparare. E Norris lo ha fatto. Così, ti svegli una domenica mattina, piove e pensi che Verstappen da dietro faccia un sol boccone di Lando. Sbagliato, visto che l’olandese nel trenino Papapaya-Red Bull deraglia col suo vagone al diciottesimo giro. Allora forse, il compagno di squadra Piastri potrebbe impensierirlo, considerando come per tanti, l’australiano valga già abbondantemente Lando da sempre in McLaren. Sbagliato anche questo, dal momento che Piastri al giro quarantaquattro va per prati. La cosa bella è che pure Norris aveva fatto un lungo nello stesso punto e nello stesso momento davanti al pilota australiano, vittime entrambi della pioggia improvvisa. Eppure (ancora) dove uno rientra ai box (Lando), l’altro (Piastri) perde un giro, uscendo in retromarcia dalla via di fuga erbosa. E poi Supermax, (ancora) che a due giri dal termine ci riprova, ma lui niente. Lando ottiene la sua quinta vittoria e il suo secondo Hat Trick (pole, vittoria, giro veloce nella stessa gara), a suffragare  più che meritatamente la sua prima vittoria in carriera sul bagnato. Viene così il sospetto che per essere uno che non sappia vincere abbia imparato a farlo, anche molto in fretta. Almeno, quando la pioggia esaltava non più tardi di qualche gara fa le doti di guida di ben più illustri colleghi. L’ennesima laurea in “pippologia” con specializzazione in F1 e inopportuni pareri aleggia sovrana sulle nostre teste, stimati addetti ai lavori permettendo.

Foto Fabio Casadei


Emiliano Tozzi

martedì 18 marzo 2025

ARGOMENTI:     automobilismo ferrari formula1